Alfonso Leto

Nato a S.Stefano Quisquina (Agrigento) 1956.

La formazione di Alfonso Leto si riconduce alla fine degli anni ‘Settanta, a Palermo,  segnata dalle presenze di Toti Garraffa, Gaetano Testa, Francesco Carbone, Giacomo Baragli.  Dopo aver assunto e rielaborato lo spirito della Transavanguardia, espone le sue opere, nell’antico eremo della Quisquina, presentato da Achille Bonito Oliva e da   Fulvio Abbate, nel 1987. Il suo lavoro si evolve assumendo forme sempre nuove che però privilegiano la pittura nell’equilibrio continuo tra concetto e stile. Nel 1990, le sue prime esperienze espositive personali e di gruppo a Roma, alla galleria la Nuova Pesa, collaborando anche alla rivista Centoerbe, partecipando a diversi eventi espositivi indicativi degli sviluppi artistici della sua generazione: Palazzo delle Esposizioni (Giovani Artisti IV-1992 / Premio Michetti-1992 e Premio Marche 1994, entambi a cura di Renato Barilli) / Disincanti -Galleria La Nuova Pesa, Roma / Nutrimenti dell’arte, Erice -1995/ Oscar -La Nuova Pesa, Roma (con Silvio Wolf e Dario Ghibaudo)- e Castello Colonna a Genazzano, 1997 /I Percorsi del Sublime, Albergo delle Povere, Palermo, 1999 (con: Consagra, Isgrò, Accardi, Salvo, Romano, Guccione)/ Novecento siciliano, mostra itinerante in sedi museali di Mosca, Barcellona e Palermo, 2004. L’evoluzione del suo lavoro è costantemente attraversata dal pulsare continuo e meditato di un’ironia solare e mediterranea (con opere quali: le tele marsupiali, il “Codice fiscale di Pasolini” e di altri poeti, le pitture sottovuoto con gadget in offerta, la pittura su monitor di computer esposta in una prima versione installativa alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, nel 1999 e i “Misteri gaudiosi”: visioni apocrife della religione filtrate da una sensibilità telematica (Art Gallery Banchi Nuovi, Roma- 2000), che segnano una ritrovata e rinnovata direzione iconografica che ancora attualmente si evolve nella tensione di un percorso sempre capace di cambiare pelle e rivitalizzarsi. «Disincarnato da ogni interesse specifico, l’arte di Leto produce un linguaggio letale per ogni senso comune, legato sempre all’economia di una ragione pratica», scrive Achille Bonito Oliva in uno dei suoi testi che hanno più volte accompagnato il lavoro dell’artista (1995,“Opere giovanili”, Villa Trabia, Palermo/”Arte Terminale”, 1998/99: Art Gallery Banchi Nuovi, Roma/ Istituto Italiano di Cultura, Madrid/ Fundacion Ludwig , L’Avana), fino alle mostre “Leto contro il metodo” tenuta nel 1997 nelle Case Di Stefano della Fondazione Orestiadi e “Fabbriche/Leto” alle Fabbriche Chiaramontane, Agrigento, nel 2009-2010 che ospitano una selezione retrospettiva delle sue opere.

Edward Lucie Smith ha incluso il suo lavoro nell’edizione 2001 di Annual Development/New european artists (ediz. Imprincta, Amsterdam, 2001). Tra il 2001 e il 2002, ha allestito la collezione d’arte contemporanea del Museo delle Trame Mediterranee per la Fondazione Orestiadi di Gibellina, prendendo anche parte alle mostre itineranti “Corrispondenze” (Amman, Il Cairo, Damasco) e “Artistes italiens Contemporains de la Fondazione Orestiadi” (Algeri); ha realizzato, nel Giardino della Fondazione Orestiadi, l’installazione permanente “Meteoriti”. Ha ideato prototipi e ceramiche creative per l’atelier di Antonio Presti, per Caleca Italy e per l’istituto del Disegno Industriale (facoltà di Architettura) di Palermo. Ha preso parte a diversi eventi promossi da Museum di Ezio Pagano (Bagheria). Nel 2004 Ha esposto a Palermo la sua prima serie di pitture su immagini pubblicitarie, proseguendo la sua indagine iconografica tra religione e fashion, con il titolo “Appassionate book”. Nel 2005, con il Goethe Institut di Palermo e con Nobuyko Yoshizumi ha prodotto due grandi aquiloni (insieme a quelli di Rossella Leone, Enzo Cucchi e Jannis Kounellis) destinati alla collezione Art Kite Foundation di Osaka ed esposti nel 2005 a Palermo nello spazio KALS ART- S.Erasmo. Nel 2006-2007 è presente nella mostre: “Laboratori Aracne”, in sedi espositive di Firenze e Granada, a cura della Fondazione Orestiadi / “Weltanschauung”, al Museo regionale d’arte Contemporanea di Palermo (Palazzo Belmonte Riso) / “L’isola che c’è”, Sala Menhuin, Parlamento europeo, Bruxelles; a cura di Emilia Valenza.

 Dal 2004 al 2006 “Luciano Inga Pin contemporary art”, a Milano, è la sua galleria di riferimento.

Tra il 2010 e il 2015 le sue personali più recenti: “Noli me pingere”, Zelle Arte contemporanea/“Download- Tre opere di Alfonso Leto per Emergency”, Palazzo Fatta, Palermo / “Leto ridens-opere a piacere”, Spazio Cannatella, Palermo/ “Playlist” Conservatorio V. Bellini, Palermo / “Le gioie semplici” – Neu-Noi, Palermo / “Progetto Lucignolo- Ritransavanguardia” laboratorio didattico, Fondazione Orestiadi, Gibellina.

Nel 2015 è presente nelle mostre “Trame Mediterranee”, Palazzo dei Normanni, a cura della Fondazione Orestiadi e in: “Art on loan” Collegio dei Gesuiti, Alcamo.

 


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